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AI Week

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Milano al centro del dibattito sull’Intelligenza Artificiale

L’AI Week, giunta alla sua settima edizione, si conferma uno degli appuntamenti europei più rilevanti dedicati all’intelligenza artificiale.

Svoltasi a Milano il 19 e 20 maggio, l’edizione 2026 può definirsi l’edizione dei record: oltre 25.000 presenze tra manager imprenditori e professionisti, circa 700 speakers, innovatori e leader visionari che si sono alternati su ben 10 palchi con talk aspirazionali, masterclass e case studies di successo.

Ma il successo dell’AI Week non si misura soltanto nei numeri.

La manifestazione rappresenta ormai uno spazio di confronto in cui aziende, istituzioni e professionisti discutono in modo concreto il ruolo che l’intelligenza artificiale sta assumendo nei processi economici, organizzativi e sociali.

L’AI, del resto, non è più una tecnologia emergente. È già parte integrante della quotidianità di imprese e organizzazioni

Il grande successo dell’AI week non decreta solo l’importanza assunta dalla manifestazione nel panorama dell’AI ma anche il ruolo della città di Milano come polo di innovazione e scambio.

Tre i temi centrali della kermesse:

  • Il rapporto tra AI e PA;
  • Cybersecurity;
  • Governance.

A nome delle istituzioni, è intervenuto il Ministro della Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo che ha illustrato proprio i vantaggi dell’uso dell’AI nel settore della Pubblica Amministrazione.

Un acceso dibattito anche intorno al tema della sicurezza digitale perché se è vero che l’AI apre vastissime opportunità, è anche vero che apre molteplici questioni in tema di privacy e sicurezza.

Tema molto discusso è stato anche quello della governance dell’AI: la necessità di regole, controllo e responsabilità nell’uso degli strumenti intelligenti.

Naturalmente non è stato tralasciato il tema della formazione e della necessità di saper utilizzare nel modo giusto l’AI e le nuove tecnologie in generale per garantire la produzione di un valore reale.

Accanto alla corretta formazione, si è sottolineata la necessità di instaurare un rapporto virtuoso tra uomo e macchina: l’AI non deve e non può sostituire l’operato dell’uomo ma, piuttosto, sostenerlo, facilitarlo e amplificare le capacità di coloro che la utilizzano.