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Cybercrime, cyberwar e difesa digitale: Cybersec 2026 - immagine evocativa

Cybercrime, cyberwar e difesa digitale

Cybersec 2026: all’indomani della chiusura dei lavori, resta acceso il dibattito

Cybercrime, cyberwar e difesa digitale: queste le tematiche centrali affrontate durante la quinta edizione di Cybersec, uno degli appuntamenti più rilevanti in Italia dedicati alla sicurezza informatica e alla protezione delle infrastrutture digitali.

L’evento, appena conclusosi, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, esperti di cyber sicurezza, esponenti delle principali aziende tecnologiche, con l’obiettivo di affrontare le nuove sfide poste dal cyber crimine e dalla sicurezza digitale.

La conferenza ha confermato come la cybersecurity sia ormai una questione strategica, che investe l’ambito della geopolitica. Siamo ben oltre la pura dimensione tecnologica. La digitalizzazione di settori chiave come energia, trasporti, finanza e sanità rende, infatti, le infrastrutture critiche sempre più esposte a minacce informatiche complesse e coordinate.

Il Cybersec è, ormai da qualche anno, non solo un’importante occasione di scambio e confronto sulla sicurezza digitale ma anche un osservatorio privilegiato sulle sfide della cybersecurity a livello globale.

Tra gli intervenuti all’evento figurano nomi illustri del panorama istituzionale: i Ministri Urso e Piantedosi, il Capo della Polizia, il Direttore dell’Intelligence e il Direttore della Polizia Postale. A fare da cornice al dibattito, una location prestigiosa come quella della Scuola Superiore di Polizia. E proprio la Polizia di Stato ha assunto un ruolo rilevante nella fase organizzativa e operativa dell’evento.

Cybercrime e cyberwar: una minaccia sempre più concreta

Come detto inizialmente, uno dei temi centrali di Cybersec 2026 è stato il rapporto tra cybercrime e cyberwar. Gli attacchi informatici, infatti, non riguardano più soltanto singole organizzazioni, ma possono assumere una dimensione ben più ampia, colpendo interi ecosistemi economici e istituzionali.

Tutti gli intervenuti hanno sottolineato come il cyber spazio sia ormai un vero e proprio terreno di competizione tra Stati e organizzazioni criminali. In questo scenario, la difesa informatica non può più essere considerata esclusivamente una responsabilità tecnica, ma deve diventare parte integrante delle strategie di sicurezza nazionale ed internazionale.

Proprio per questo motivo, si è evidenziata la necessità di rafforzare le capacità di risposta coordinata tra istituzioni, imprese e organismi deputati alla sicurezza.

Intelligenza artificiale e sicurezza digitale

Un altro tema emerso durante l’evento riguarda il ruolo dell’intelligenza artificiale nella cybersecurity. Le tecnologie di AI possono, infatti, rappresentare uno strumento fondamentale per individuare minacce, analizzare grandi volumi di dati e anticipare possibili attacchi informatici.

Allo stesso tempo, però, l’intelligenza artificiale può essere utilizzata anche da attori malevoli per rendere gli attacchi più sofisticati e difficili da individuare. Per questo motivo, è necessario e importante sviluppare sistemi di AI affidabili e controllabili, capaci di rafforzare la resilienza digitale senza introdurre nuovi rischi.

In questo contesto, il tema della sovranità tecnologica europea è stato indicato come un elemento strategico per garantire sicurezza e autonomia nelle tecnologie digitali più avanzate.

Cybersec 2026 ha evidenziato, dunque, una forte necessità di costruire una strategia condivisa contro le minacce informatiche, un’azione congiunta tra pubblico e privato e l’importanza di investimenti in competenze tecniche ma anche nel rafforzamento delle infrastrutture di sicurezza con l’obiettivo di costruire una visione condivisa e ben strutturata della sicurezza digitale nel futuro prossimo.