Le professioni del futuro
Il futuro del lavoro tra AI, sostenibilità e formazione continua
Le professioni del futuro rappresentano un tema di grande attualità in un momento storico in cui il mondo del lavoro, in particolare, e la società in generale stanno attraversando una profonda trasformazione, guidata da innovazione tecnologica, transizione ecologica e nuovi modelli organizzativi.
Tra gli altri, a delineare questo scenario è il Rapporto 2025 sul futuro dell’occupazione, diffuso dal World Economic Forum. Il documento evidenzia il concetto che la tecnologia è uno dei principali fattori di trasformazione in ambito lavorativo
Secondo il WEF, entro il 2030 il mercato globale subirà una disruption del 22%.
Alcuni ruoli scompariranno, altri muteranno radicalmente, ma il saldo complessivo è positivo: oltre 70 milioni di nuove opportunità professionali emergeranno nei prossimi cinque anni.
Abbiamo già accennato al fatto che la tecnologia è uno dei fattori chiave del cambiamento ma non è l’unico: il ruolo crescente dell’intelligenza artificiale, la transizione sostenibile, la cyber sicurezza sono e saranno fattori determinanti nel processo di cambiamento.
Infatti, le nuove opportunità si concentreranno soprattutto in queste aree.
Nonostante la consapevolezza crescente su tale stato di cose, sembra esserci ancora un profondo vuoto da colmare nell’acquisizione di nuove competenze tecniche.
La chiave per riempire questa mancanza sta soprattutto nel processo di formazione continua, in grado di adattarsi velocemente alle necessità mutevoli che caratterizzano questa società. Per alcuni ruoli professionali in ascesa, infatti, non esistono percorsi di studio strutturati o titoli accademici.
La formazione continua, dunque, diviene il vero fattore competitivo. È necessario aggiornarsi costantemente ed acquisire competenze trasversali e specialistiche, per adattarsi a contesti in continua mutazione. Le aziende, in ottica strategica, dovrebbero investire in programmi di reskilling e upskilling.
Ma non è tutto perché, accanto alle competenze tecniche, le professioni del futuro richiedono anche soft skills ben precise, tra cui:
- pensiero critico
- capacità di apprendere rapidamente
- collaborazione in contesti ibridi
- creatività e adattabilità
Non è solo questione di tecnologia: le professioni del futuro premiano chi sa unire visione, flessibilità e capacità di innovazione.
In quest’ottica, si stanno sviluppando molteplici iniziative a livello nazionale, ma anche a livello europeo, per iniziativa di privati ma anche a partire da enti pubblici.
Addirittura, l’UNESCO sta insistendo sull’importanza della formazione continua come diritto universale.