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Accessibilità degli strumenti informatici

Accessibilità degli strumenti informatici

Quella dell’accessibilità degli strumenti informatici è una tematica molto sentita e di cui si è tornato a parlare, in maniera particolare, in queste ultime settimane. Per comprendere il perché bisogna andare con ordine e approfondire tutti gli aspetti legati alla questione.

Non sarà superfluo ricordare che con l’espressione accessibilità degli strumenti informatici si intende l’adeguamento degli strumenti informatici in modo che essi possano essere fruiti,  senza limitazioni e discriminazione, anche da parte di soggetti portatori di disabilità.

La pubblica amministrazione italiana è obbligata fin dal 2004 a “favorire e semplificare l’accesso degli utenti e, in particolare, delle persone con disabilità agli strumenti informatici”. L’obbligo è stato sancito dalla legge n. 4, detta anche Legge Stanca.

Accessibilità degli strumenti informatici oltre la legge Stanca

Il Decreto Legge 16 luglio 2020, n. 76, relativo alle “Misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale”, è il punto di avvio di un’importante riforma della Legge Stanca. Il decreto estende alle realtà aziendali private, con un fatturato medio superiore a cinquecento milioni di euro del settore, l’obbligo di garantire l’accessibilità ai servizi offerti attraverso siti e applicazioni.

Inoltre, la Direttiva UE 2019/882, attualmente in corso di recepimento in Italia, estende l’applicabilità della disciplina a tutti gli operatori economici, i quali saranno tenuti ad attenersi alle nuove regole a partire dal giugno 2025.

Il Decreto Legge 16 luglio 2020

Ma torniamo al Decreto Legge 16 luglio 2020.

Esso ha stabilito un adeguamento alle regole per i soggetti privati entro la fine del mese di giugno 2022.

Ad oggi, quindi, le aziende private sono già in grado di garantire l’accessibilità ai propri strumenti informatici da parte di persone con disabilità.

In realtà, non tutti si sono dovuti adeguare poiché il testo stesso della normativa prevede alcuni casi in cui si può essere esonerati.

Linee guida sull’accessibilità degli strumenti informatici

Per completare la panoramica sull’argomento, non possiamo non parlare dell’AgID ovvero l’ Agenzia tecnica della Presidenza del Consiglio che si occupa di promuovere l’impiego delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione e di favorire innovazione, progresso e crescita economica.

Tra le sue funzioni, l’AgID ha il compito di controllare che le norme in materia di accessibilità vengano rispettate, e di dettare regole specifiche

Pertanto, lo scorso aprile, l’agenzia ha adottato le “Linee guida sull’Accessibilità degli strumenti informatici”.

Il documento contiene:

  • Requisiti tecnici per l’accessibilità;
  • Metodi di verifica dell’accessibilità degli strumenti informatici;
  • Dati da inserire nella dichiarazione di accessibilità;
  • I casi di onere sproporzionato.

Le Aziende interessate, dunque, devono necessariamente rispettare le norme di legge tanto quanto le linee guida. Ma non è tutto. Per essere in regola in termini di accessibilità, bisogna presentare una dichiarazione annuale.

In caso di violazione delle regole, il colpevole ha la possibilità di mettersi in regola entro un certo termine. Se allo scadere del termine la violazione persiste, l’AdID infligge una sanzione amministrativa pecuniaria fino al 5% del fatturato aziendale.

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