Contact tracing: a cosa serve e come cambierà la nostra vita

Il contact tracing, o per dirlo all’italiana, il tracciamento dei contatti, è una strategia applicata dalla sanità pubblica nazionale utilizzata per la prevenzione ed il contenimento della diffusione delle malattie infettive, come tubercolosi, morbillo, Ebola e infezione da HIV.

Il sistema di tracciamento si basa sull’insieme delle azioni eseguite per identificare, rintracciare e contattare tutti i soggetti (contatti) che potrebbero essere venuti a contatto con una persona infetta (persona indice), per isolare i nuovi casi e interrompere o ridimensionare la catena di contagio.

Individuando i contatti di una persona positiva si può intervenire in tempi rapidi per limitare contagi e prevenire epidemie.

In un periodo storico come quello che stiamo vivendo, in cui il Covid-19, il virus che ha invaso l’Italia da qualche mese, è il nemico numero 1 della salute di tutti i cittadini, attività di contact tracing potrebbero davvero fare la differenza e aiutare gli esperti a delimitare i contagi in determinate aree o quartieri.

Numerose le app candidate al cospetto di Paola Pisano, Ministro per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione. Il Ministro Pisano, dopo averne vagliate diverse, ha deciso che la più adeguata alle esigenze del Paese sarebbe stata “Immuni”.

L’app sviluppata dall’azienda italiana Bending Spoons ha lo scopo di tracciare in modo digitale i contagi di Covid-19, sfruttando la tecnologia Bluetooth Low Energy dello smartphone.

Certamente questa tipologia di tracciamento esclude a priori una parte della popolazione (bambini, anziani, oltre a chi non ha dimestichezza con la tecnologia oppure ha paura di problemi di privacy) ma vediamo come funziona.

Come funziona Immuni

Immuni è un’app, disponibile per Android e IOS, in grado di dirci se siamo venuti a contatto con una persona contagiata in un certo lasso di tempo grazie alla geo-localizzazione.

Ogni utente ha un codice univoco (Id) che può essere ricevuto dagli smartphone vicini, se anche i loro proprietari hanno scaricato l’app e dato l’accesso al Bluetooth.

Immuni richiederà agli utenti di aggiornare il proprio stato di salute e, solo in caso di persone positive al Sars-CoV-2, l’app lancerà un alert anonimo per avvisare chi è stato a contatto con il malato.

Se da un lato questa applicazione può suscitare ansia, dall’altro essa garantisce un’alta forma di prevenzione della malattia.

L’unico dubbio è: ci fideremo della buona fede delle persone oppure dovremo temere delle slealtà?

Immuni e la privacy

L’app di contact tracing è «fondamentale per la Fase 2». Lo sottolinea il Commissario per l’emergenza Domenico Arcuri ribadendo che «l’alternativa alla mappatura tempestiva dei contatti è semplice: le misure di contenimento non possono essere alleggerite e noi dovremmo continuare a sopportare i sacrifici che abbiamo sopportato in queste settimane, privandoci di quote importanti della nostra libertà».

Arcuri ha garantito due cose importanti: la sicurezza e la privacy. Afferma infatti che: «La privacy e la riservatezza dei dati – ha aggiunto – sono un diritto inalienabile ed irrinunciabile».

Gli aspetti sulla sicurezza informatica sono da considerarsi fondamentali – come sottolineato in un articolo di Wired – così come verificare se al pari dell’accelerata di sviluppo della soluzione tecnologica, entro la metà del mese di maggio, sia stata ponderata anche una spinta in avanti a test sierologici e tamponi, che attualmente non sono garantiti a tutta la cittadinanza.

Ultime notizie ci rassicurano un po’ sullo storage dei dati degli utenti, dicendoci che essi verranno raccolti dall’app in forma anonima e poi cancellati entro il 31 dicembre 2020, per evitare usi diversi da quello della prevenzione del contagio. Questa data ha comunque tutta l’aria di essere indicativa, dipenderà dalla diffusione del contagio e da eventuali seconde ondate.

Come condizionerà la nostra vita l’app di contact tracing

Sicuramente il suo essere “non obbligatoria” lascia intendere che il nostro Governo non sta imponendo nulla. Sta consigliando l’uso di un’applicazione che potrebbe aiutare noi stessi e gli altri a prevenire il diffondersi di una malattia contagiosa.

L’avvento del Sars-CoV-2 ha già pesantemente impattato le nostre vite e senza dubbio nessuno vorrebbe tornare indietro e rivivere questo brutto periodo. Per questo motivo dobbiamo prenderla come un consiglio. Un consiglio che può evitare delle ripercussioni, anche gravi, sulla nostra vita quotidiana.

Dunque il cambiamento dipenderà da noi e da come vogliamo affrontare questa realtà chiamata Sars-CoV-2.