Crisi da Covid-19: le opportunità per uno slancio nell’innovazione e nella tecnologia.

Se c’è una cosa su cui la pandemia ci ha indotto a riflettere è che è giunto il momento di rivedere il nostro concetto di normalità e modello di sviluppo e puntare su opportunità nuove per uno slancio nell’innovazione e nella tecnologia.

Sono sempre più numerosi infatti gli studi che mostrano quanto l’impatto umano sul nostro pianeta sia alla base delle principali sfide globali che ci troviamo ad affrontare in questo secolo. D’altra parte, non serve avere una laurea in scienze o in economia e finanza per rendersi conto che, ad oggi, un cambio rotta è non solo necessario ma anche la sola via da seguire per rilanciare l’economia su scala globale e garantirci un futuro.

Puntare su investimenti pubblico-privati in infrastrutture e iniziative, sia fisiche che virtuali, che siano “tecnologicamente avanzate e sostenibili” è la nuova esigenza con cui le nazioni, le imprese e i singoli consumatori devono confrontarsi.

Made in Italy, the restart: l’evento del Sole 24 Ore e FT

Dello stesso avviso  sono stati il Gruppo 24 ore e Financial Times, leaders nel settore dell’informazione economica, finanziaria, normativa e tributaria, che si sono uniti per realizzare l’evento dal titolo “Made in Italy: the restart – Relaunching the Italian Economy in a post-Covid world”, un percorso di eventi digitali della durata di tre giorni, dal 6 all’8 ottobre, destinati ad essere il punto di riferimento per il rilancio e la ripartenza nel mondo delle eccellenze nostrane.

Trasmessa via streaming da Milano e Londra, con traduzione simultanea italiano-inglese, la kermesse ha coinvolto le più alte figure istituzionali del panorama politico italiano, top manager di aziende ed esponenti dei settori più rappresentativi del made in Italy, che si sono interrogati sulle prospettive per la ripartenza post Covid.

Ospite dell’ultima giornata, in collegamento streaming, il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha affermato che “Non possiamo sprecare l’opportunità che questa crisi ci offre: l’innovazione e la digitalizzazione saranno le leve del successo della fase post-pandemica sia in Italia che nel mondo”.

Il Ministro ha definito l’innovazione tecnologica e il digitale come “le leve del successo della fase post-pandemica”, indicandola come un’opportunità di crescita, conferendo così un’accezione positiva ad un evento drammatico che ha investito tutte le nazioni e le loro economie, e che ora si presenta come l’occasione da cogliere per rinascere a nuova vita.

Quale futuro immaginare per la ripartenza?

È dunque questa la chiave di lettura del prossimo futuro? Un futuro quanto mai attuale fatto di investimenti e progetti green, perché negli ultimi mesi la domanda globale di infrastrutture è cresciuta a ritmi vertiginosi. Puntare sulla cosiddetta green architecture per colmare tale carenza potrebbe generare una crescita di 90mila miliardi per il Pil mondiale, soprattutto a beneficio delle nazioni a basso e medio reddito (GIAN LUCA ATZORI, la Stampa, 22 Maggio 2020).

Un futuro digitale fatto di smart working e piattaforme di vario genere, perché nel mondo post-COVID sempre più aziende e consumatori cercheranno alternative agli incontri di persona. Dunque chi punta a costruire comunità virtuali, interattive e condivise si garantisce un successo duraturo, poiché questa crisi ha agito e continuerà ad agire come uno straordinario catalizzatore di cambiamenti.

Sono veramente numerosi i settori che oggi necessitano di trasformarsi e innovarsi. Molti sono stati oggetto del percorso digitale conclusosi l’8 ottobre, molti altri sono argomento di dibattito di blog on line e piattaforme di settore. Mentre altri ancora sono sotto gli occhi di noi tutti, quando nel quotidiano ci rendiamo conto che il mondo e il modo di interagire è cambiato per sempre.

Impossibile trattare la vastità dei settori che solo nel nostro paese dovrebbero trarre quest’opportunità di slancio creata dal post-pandemia, uno di questi, su cui ci sembra doveroso soffermarci, è senza dubbio quello legato all’energia.

Una ripartenza Green

Non si può parlare di ripartenza dopo la crisi post Covid senza parlare a sua volta di transizione energetica. “Usiamo il Green New Deal per trasformare il sistema energetico europeo, decarbonizzarlo, rendendolo più competitivo” è quanto ha affermato Francesco Starace, Ceo di Enel, intervenuto alla tre giorni del Gruppo 24 ore e Financial Times. È questo dunque un settore trainante per l’economia italiana e mondiale, che riguarderà tanto le grandi multinazionali del settore quanto le piccole e medie imprese, tanto i settori tecnologici quanto quelli chimici e metalmeccanici e del digitale.

Ci corre l’obbligo di spendere qualche riga anche per parlare di un altro settore che ha subito una grande accelerazione, quello dei robots, di cui abbiamo già accennato nel nostro articolo precedente

Distanziamento sociale e impossibilità di avere contatti ravvicinati hanno indotto aziende e governi a cercare nuove soluzioni contactless, e i robot diventano più importanti che mai. La pandemia ha anche portato i robots ad affiancare chi combatte il virus in prima linea, facendoci superare la paura e la diffidenza che Hollywood ha raccontato in diverse pellicole, che oggi non sembrano più così fantascientifiche!

Nel lungo termine, l’intero mondo della robotica subirà un’accelerazione, perché la pandemia sta rafforzando il ruolo che robotica e automazione hanno assunto nella vita quotidiana. Pensate a come le reti 4G sono cresciute e si sono diffuse con gli smartphone (senza fare riferimento a quanto il loro utilizzo sia cresciuto e divenuto essenziale nei mesi di lockdown) e come adesso le tanto dibattute reti 5G, con la loro maggiore velocità di trasferimento dei dati e la loro minore latenza potranno offrire la possibilità di utilizzare robots e dispositivi di vario genere.

L’innovazione tecnologica passa anche attraverso questa strada ed è necessario che le aziende, con una visione veramente a lungo termine, si impegnino anche a costruire un futuro basato sull’automazione. In questo modo si assumono sia i talenti necessari a coprire le nuove opportunità create dalla pandemia, che quelli in grado di proporre le soluzioni smart che stiamo cercando.

Alla nostra azienda la voglia di mettersi in gioco nelle sfide del futuro non manca di certo!

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