News
Crunch culture

Crunch culture e gaming industry

Il termine crunch culture è tornato tristemente alla ribalta nelle ultime settimane a seguito di una dichiarazione di Glen Schofield, fondatore e  CEO di Striking Distance, a poche settimane dall’uscita di The Callisto Protocol, prevista per l’inizio di dicembre.

Nella sua dichiarazione, Schofield ha messo in risalto i ritmi di lavoro estenuanti che il team di lavoro sta affrontando per completare lo sviluppo nelle scadenze previste.

Queste sue parole sono state aspramente condannato poichè sembrano voler legittimare la pratica del crunch e a nulla è servito l’intervento riparatore dello stesso Schofield per placare le polemiche.

Ma andiamo con ordine..

Crunch culture: il lato oscuro del gaming

Che vuol dire crunch culture

Con questo termine ci si riferisce ad un fenomeno che riguarda l’industria videoludica e che prevede orari prolungati per periodi di tempo più o meno brevi con l’obiettivo di completare il lavoro entro la data stabilita.

E’ bene chiarire che non si tratta di semplice lavoro straordinario ma di un aumento delle ore lavorative tale per cui si arriva ad una condizione di malessere fisico o mentale.

Ma come si è arrivati a tutto questo?

Cause del fenomeno

Bisogna considerare che, dal punto di vista economico, l’industria videoludica genera numeri altissimi e smuove budget paragonabili a quelli dell’industria cinematografica. La pressione nell’ambiente di lavoro, quindi, è molto forte, soprattutto in vista di una release ufficiale.

A tutto ciò si aggiungono le altissime aspettative che il pubblico ha sui prodotti in termini di resa grafica ed esperienza di gioco.

Si potrebbe andare avanti ancora un po’ nell’elencare possibili cause della nascita della crunch culture.

Tuttavia, la vera priorità è porre il focus sulle soluzioni a questo fenomeno!

Cosa fare per arginare la crunch culture?

La situazione attuale è in bilico tra un futuro in cui gli sviluppatori saranno sempre più sfruttati, ed un altro in cui possibili soluzioni e punti di incontro tra developer e management potranno essere messi sul tavolo per essere discussi.

Fortunatamente, sono diverse le aziende che guardano al fenomeno della crunch culture come ad un fenomeno da combattere e che hanno già messo in campo delle possibili soluzioni, dimostrando di avere a cuore il benessere dei propri dipendenti.

Sono molti anche gli sviluppatori che hanno deciso di tutelarsi abbandonando le grandi compagnie per fondare team di sviluppo indipendenti.

Comunque sia, la strada per la risoluzione del problema è ancora lunga e richiede, come prima cosa, una forte presa di coscienza da parte dei players di settore ma anche da parte degli stessi utenti di videogiochi.

Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.